Come si cura una Depressione?

Importante comprendere che il primo aspetto con cui fare i conti è sempre quello legato al fatto che nessun sintomo viene per caso. Così come un dolore allo stomaco, il fiato corto, un solco sulla lingua o un giramento di testa ci informano di una situazione fisica presente, altrettanto un sintomo psicologico ci informa sullo stato generale della nostra mente, del nostro corpo e della nostra psiche.

In questa ottica la psicoterapia non cura la depressione ma se ne prende cura. Lo scopo della terapia non sarà dunque di eliminarla quanto di andarne a esplorare gli aspetti psichici sottostanti. La depressione occorre in quei momenti in cui si è eccessivamente presi dal lavoro, dalle incombenze famigliari, dalla frenesia dei nostri pensieri e delle nostre giornate. La depressione è quel momento in cui si fa qualche passo indietro, come quando si cerca di osservare un dipinto o un oggetto a maggior distanza, quasi per coglierne quagli aspetti che da vicino o nella fretta non abbiamo visto.

Ma se andiamo a osservarne i sintomi troviamo:

  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, (anedonia o apatia).
  2. Agitazione o rallentamento psicomotorio.
  3. Affaticabilità, perdita o mancanza di energia/slancio vitale o prostrazione fisica (astenia).
  4. Disturbi d’ansia (es. attacchi di panico o preoccupazioni eccessive e persistenti).
  5. Insonnia o ipersonnia.
  6. Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito (iperfagia).
  7. Disturbi psicosomatici (es. gastriti, mal di testa, dolori vari ecc.).
  8. Diminuzione o perdita di motivazioni personali, capacità di pensare, concentrarsi, risolvere problemi, prendere iniziative, decisioni, agire (rallentamento ideativo, inerzia, svogliatezza o abulia) e pianificare il proprio futuro (sintomi cognitivi).
  9. Tendenza all’isolamento, alla solitudine,
  10. Sentimenti di inquietudine, impotenza, rassegnazione, autosvalutazione
  11. Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, l’elaborazione di un piano specifico per commetterlo oppure un tentativo di metterlo in atto.

Curare la depressione in senso medico classico prevede l’eliminazione di questi sintomi. Non tutte le psicoterapie, ma quella a orientamento Hillmaniano punta invece a mantenere i sintomi finché questi non rivelino il loro senso. Ripercorrendo l’elenco riportato sopra, allora ci accorgeremo che l’Umore depresso, l’affaticabilità, la ridotta motivazione e la ridotta capacità di agire, non sono sintomi ma sono esigenze psichiche. La depressione ci informa del fatto che non si è nel momento dell’azione, ci informa della necessità di rileggere quanto si è posto in essere e riformulare i propri scopi, i propri obiettivi e i propri sentimenti. La perdita di peso risponde all’esigenza di eliminare le zavorre ingurgitate negli anni, trasformare i propri racconti automatici e improduttivi in nuovi racconti densi di obiettivi. I disturbi psicosomatici ci fanno presente che in queste trasformazioni è coinvolto tutto il corpo e la tendenza alla svalutazione di sé non è un problema ma una necessità, ossia si ha bisogno di svalutare ciò che si era ritenuto fondamentale fino a quel momento. La depressione è fondamentalmente un profondo processo di trasformazione del sistema valoriale di un paziente.

L’ansia si presenta come un sottoprodotto della depressione, ossia come una agitazione legata alla non accettazione della trasformazione che la depressione porta con se.

I pensieri di morte, seppur faticosi e da monitorare, andrebbero lavorati simbolicamente, proprio come un bisogno i morte intesa come trasformazione nel senso che abbiamo appena esplicitato.

La terapia in caso di depressione richiede, dunque, tempi dilatati affinché gli obiettivi e i contenuti psichici possano essere mangiati, digeriti, trasformati. La fretta di eliminare i sintomi li rinforza immancabilmente. Un sintomo non accolto si fa prepotentemente strada. Una gamba che fa male impone di correre meno e non rispettare questa esigenza aumenta il dolore. Siamo in un era in cui non vogliamo più ascoltare i sintomi fisici e psicologi. Non ci accorgiamo che proprio quei sintomi sono per noi preziosi. Se non potessimo sentire il dolore provocato da una frattura continueremmo a usare quell’arto fino a renderlo inutilizzabile. Il dolore ci preserva dal perdere le nostre abilità psichiche  e fisiche.

Dunque il lavoro con la depressione è un lavoro che va nella direzione del comprendere cosa quel dolore sta preservando di noi, quale parte di noi ha bisogno della nostra attenzione, delle nostre cure.  

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