Depressione. Come riconoscere i sintomi. Come si cura.

Depressione e sintomi

Qui esploreremo i principali 11 sintomi che caratterizzano la depressione. La loro intensità differenzia una depressione maggiore da una depressione reattiva. Nel passare in rassegna questi sintomi vi suggeriremo un approccio meno usato che va nella direzione dei sintomi. Invece di eliminarli, seguirli per scoprire il messaggio che portano. Ora vi dico…

Carlo Diamanti

Breve premessa

Prima di tutto è importante comprendere che nessun sintomo viene per caso. Così come un dolore allo stomaco, il fiato corto, un solco sulla lingua o un giramento di testa ci informano di una situazione fisica presente, altrettanto un sintomo psicologico ci informa sullo stato generale della nostra mente, del nostro corpo e della nostra psiche.

Procediamo

In questa ottica il sintomo diventa una via da seguire per ritrovare un equilibrio. La psicoterapia quindi, non cura la depressione ma se ne prende cura. Lo scopo della terapia non sarà dunque di eliminarla quanto di andarne a esplorare gli aspetti psichici sottostanti. La depressione, infatti, occorre in quei momenti in cui si è eccessivamente presi dal lavoro, dalle incombenze famigliari, dalla frenesia dei nostri pensieri e delle nostre giornate. La depressione è quel momento in cui si fa qualche passo indietro, come quando si cerca di osservare un dipinto o un oggetto a maggior distanza, quasi per coglierne quagli aspetti che da vicino o nella fretta non abbiamo visto.

Andiamo a osservarne i sintomi più comuni

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Luca Urbano Blasetti 3291005824 (Anche on line)
  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, (anedonia o apatia).
  2. Agitazione o rallentamento psicomotorio.
  3. Affaticabilità, perdita o mancanza di energia/slancio vitale o prostrazione fisica (astenia).
  4. Disturbi d’ansia (es. attacchi di panico o preoccupazioni eccessive e persistenti).
  5. Insonnia o ipersonnia.
  6. Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito (iperfagia).
  7. Disturbi psicosomatici (es. gastriti, mal di testa, dolori vari ecc.).
  8. Diminuzione o perdita di motivazioni personali, capacità di pensare, concentrarsi, risolvere problemi, prendere iniziative, decisioni, agire (rallentamento ideativo, inerzia, svogliatezza o abulia) e pianificare il proprio futuro (sintomi cognitivi).
  9. Tendenza all’isolamento, alla solitudine,
  10. Sentimenti di inquietudine, impotenza, rassegnazione, autosvalutazione
  11. Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, l’elaborazione di un piano specifico per commetterlo oppure un tentativo di metterlo in atto.

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Episodio depressivo: quali approcci

Curare la depressione in senso medico classico prevede l’eliminazione di questi sintomi. Anche alcune psicoterapie si pongono questo obiettivo ma non tutte le psicoterapie. Mantenere i sintomi finché questi non rivelino il loro senso. Il monitoraggio serve anche per valutare eventuali situazioni di criticità. Eppure ripercorrendo l’elenco riportato sopra, possiamo accorgerci di qualcosa di fondamentale:

L’Umore depresso, l’affaticabilità, la ridotta motivazione e la ridotta capacità di agire, non sono sintomi ma sono esigenze psichiche. La depressione ci informa del fatto che non si è nel momento dell’azione, ci informa della necessità di rileggere quanto si è posto in essere e riformulare i propri scopi, i propri obiettivi e i propri sentimenti.

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La perdita di peso risponde all’esigenza di eliminare le zavorre ingurgitate negli anni, trasformare i propri racconti automatici e improduttivi in nuovi racconti densi di obiettivi. I disturbi psicosomatici ci fanno presente che in queste trasformazioni è coinvolto tutto il corpo e la tendenza alla svalutazione di sé non è un problema ma una necessità, ossia si ha bisogno di svalutare ciò che si era ritenuto fondamentale fino a quel momento. La depressione è fondamentalmente un profondo processo di trasformazione del sistema valoriale di un paziente. Molti sistemi simbolici la contemplano. La possiamo ritrovare come simbolo dell’Appeso nei tarocchi, come piombo di Saturno nella mitologia. Insomma se ne cogliamo l’a dimensione evolutiva potremmo certamente avere risultati molto più strutturati di quanto non otterremmo cercando di curarla e eliminarla.

L’ansia si presenta come un sottoprodotto della depressione, ossia come una agitazione legata alla non accettazione della trasformazione che la depressione porta con se. Mi sento demotivato e non trovo energie per andare a lavoro? Allora mi agito e mi viene a trovare l’ansia per non riuscire a rispettare le aspettative del mondo intorno a me e le mie stesse aspettative.

Ideale di se e depressione si legano invece ai pensieri di morte. Seppur faticosi e da

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monitorare, andrebbero lavorati simbolicamente. La morte è sempre un processo di trasformazione, e un desiderio di morte è sempre un bisogno di trasformazione. Spesso si cade nell’equivoco di letteralizzare e prendersela col corpo, mentre anche questo sintomo ci indica la necessità di cambiare degli aspetti sostanziali della nostra vita.

La terapia in caso di depressione

Richiede, dunque, tempi dilatati affinché gli obiettivi e i contenuti psichici possano essere mangiati, digeriti, trasformati. La fretta di eliminare i sintomi li rinforza immancabilmente. Un sintomo non accolto si fa prepotentemente strada. Una gamba che fa male impone di correre meno e non rispettare questa esigenza aumenta il dolore.

E se la gamba che duole venisse per chiederci di rallentare perchè il cuore non regge? Non vogliamo più ascoltare i sintomi fisici e psicologi. Non ci accorgiamo che proprio quei sintomi sono per noi preziosi. Se non potessimo sentire il dolore provocato da una frattura continueremmo a usare quell’arto fino a renderlo inutilizzabile. Il dolore ci preserva dal perdere le nostre abilità psichiche e fisiche.

Depressione cosa fare e cosa non fare

Un piccolo vademecum comunque si può stabilire:

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Primo mai dire a una persona depressa qualcosa del tipo “Su con la vita“. In verità mai chiedere a nessuno di non provare l’emozione che sta provando. Piuttosto rendere disponibili fantasie, emozioni e bisogni in parallelo. Non riconoscere la legittimità di un sentimento di abbattimento abbatterebbe ulteriormente chi abbiamo di fronte.

Secondo cercare comunque di stabilire un calendario in cui si cerca di garantire le attività di base e di routine. La motivazione ad alzarsi dal letto non tornerà se non alzandosi. L’appetito vien mangiando.

Terzo una buona attività fisica che dia equilibrio al corpo e dia un’esperienza legata al rilascio di endorfine.

Quarto la terapia. La terapia può essere di tipo farmacologico e verrà seguita da uno psichiatra. Oggi i farmaci presenti sono meno dannosi di un tempo e in taluni casi potrebbero risultare necessari. Uno psicologo si interfaccia sempre con lo psichiatra laddove ce ne fosse bisogno. Una psicoterapia che crei le condizioni per cogliere i nuovi bisogni e agevolare le trasformazioni.

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Dunque il lavoro con la depressione è un lavoro che va nella direzione del comprendere cosa quel dolore sta preservando di noi, quale parte di noi ha bisogno della nostra attenzione, delle nostre cure. Una depressione è l’invito a fare cambiamenti necessari e da troppo evitati.

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Foto di copertina di CARLO DIAMANTI

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