Un caffè con Freud, Jung e Hillman Le nuvole e il sogno

Un caffè con Freud, Jung e Hillman

Le nuvole e il sogno (un estratto)

 

Ero ancora piuttosto distante quando fuori da un caffè, all’incrocio tra Marienplatz e la Rosenstraße, mi accorsi di tre anziani individui che sorseggiavano un caffè lungo, quello stesso caffè che da sempre è l’unico vero punto di contatto tra americani e tedeschi. Uno dei tre fumava un sigaro mentre l’altro, nell’atto di rimettere gli occhiali sul naso, ammoniva il terzo vecchio, segaligno e lungo, che era l’unico a non avere ne la barba del primo, ne i baffi del secondo.

Li osservai più attentamente, c’era qualcosa di stranamente familiare in quei tre volti con i visi segnati dalle rughe. In quel quadretto, tipico clichè di accademici al bar nella prima metà del ‘900, ebbi un improvvisa sensazione di romanticismo che mi portava a immaginari fin anche di 50 anni prima e mi sembrava che quella piazza divenisse il colle di Montmartre. Più li osservavo e più mi risultava difficile credere ai miei stessi occhi. Il fumo del sigaro celava parzialmente i contorni dei primi due e mi confondeva. Indugiai solo per pochi secondi e poi decisi di tagliar corto e avvicinandomi iniziai a gridare silenziosamente

“Scusatemi!?”

“io non dovrei essere qui” continuai

“O meglio sono diretto alla Haus der Kunst ma non ho potuto fare a meno di notare una stranissima somiglianza tra voi e delle persone che conosco bene, seppur non direttamente”

Non feci a tempo a finire di parlare che cordialmente fui invitato a sedere.

“Lei non è qui per caso” mi disse il vecchio barbuto “prima di onorare i grandi artisti dell’espressionismo tedesco si accomodi con noi e mi permetta di presentarmi e di presentare i miei colleghi e amici”

“O forse Nemici” rimbrottò il vecchio con i baffi

“Ecco!” esclamò quindi con un leggero risentimento il vecchio con la barba “…le presento il collega con i baffi, il Dott. Karl Gustav Jung e, come avrà capito, ha una certa predilezione per l’oppors… ops mi scusi intendevo per gli opposti”

“Oppure è in cerca di senso dato che i Nemici hanno il potere di dare senso” Proseguì il terzo uomo la cui magrezza era amplificata da un paio di occhiali con lenti rotonde ma leggermente squadrate e da una chierica quasi pastorale. Eppure trapelava dietro alle lenti uno sguardo di chi sapeva più di quello che avrebbe dovuto rispetto alla cosa nostra, ossia ciò di cui avremo parlato di lì a poco.

“Mentre, mio caro giovane uomo…” proseguì il primo ”… il nostro amico dei nemici è il Dott. James Hillman, esimio fondatore della Psicologia Archetipica…”

“Archetipale” puntualizzò Hillman

“… e sia…” Riprese il primo “…Archetipale, direttamente derivata dall’invenzione del Dott. Jung la Psicologia Analitica che, a sua volta ha mutuato la sua invenzione dalla mia: la Psicoanalisi. Dunque Mi presento. Sono il Dott. Freud e il mio nome di battesimo nella sua lingua madre dovrebbe suonare come Sigismondo”.

Potrebbero interessarti anche...