Disturbo bipolare, come si riconosce: Sintomi, cause e cura, Rieti – Terni – L’Aquila.

Quando si parla di disturbo bipolare è sempre difficile riconoscerne i sintomi o le cause, si perché la ciclicità dell’umore che passa da una fase di euforia  e senso di grandiosità, a una fase depressiva con umore basso, è tipica dell’esistenza di ognuno. Quello che quindi deve essere messo in evidenza è che si parla di patologia nella misura in cui c’è pathos ossia sofferenza, e quindi nella misura in cui le oscillazioni dell’umore causano una evidente compromissione delle normali attività quotidiane e incidono significativamente sulla qualità della vita. Nel caso in cui ciò non avvenga rassereniamoci di fronte alle normali onde emotive che caratterizzano il nostro essere al mondo.

Ma andiamo per gradi. Come riconoscere e quali tipi di disturbo bipolare esistono? Non mi piace fare diagnosi perché spesso ci bloccano in una condizione psichica, ci intrappolano in un modo di essere. Eppure non posso non riconoscere il bisogno di orientarsi anche rispetto alle etichette mediche. Dunque possiamo distinguere un Disturbo Bipolare di tipo I, un Disturbo Bipolare di Tipo II e un Disturbo Ciclotimico. La sostanziale differenza tra i tre è relativa all’intensità dei sintomi che fin dove non “disturbano” non sono un “disturbo”.

 Il Disturbo Bipolare I e II

 La Fase Maniacale si caratterizza per senso di grandiosità, onnipotenza, disinibizione, distraibilità, impressione di non avere ne fame ne sonno, tendenza ad avere un comportamento disorganizzato e con conseguente incapacità di portare a termine compiti, anche i più semplici. Inoltre i pensieri si succedono veloci e inducono una loquacità eccessiva, si avverte un aumento delle capacità sensoriali (Vedere e sentire molto meglio oppure sentire odori), maggior desiderio sessuale. Si può inoltre avvertire un mancato riconoscimento delle proprie grandiosità al punto di sviluppare pensieri di tipo persecutorio o di rabbia verso il mondo. Si possono verificare condotte caratterizzate da acquisto compulsivo.

La Fase Depressiva si caratterizza per un umore molto basso, un alterazione significativa dei cicli sonno veglia (insonnia o ipersonnia), poco appetito e sensazione di essere senza forze, pensieri di suicidio o autolesivi.

La Fase Mista si incontra spesso nel passaggio dall’una all’altra e ha caratteristiche che contemporaneamente appartengo alle due fasi appena descritte.

Ognuno di noi vive questa ciclicità e quello che comunemente viene chiamato “Distrubo Ciclotimico” spesso non viene diagnosticato e rientra nelle descrizioni fatte dal senso comune, quelle del tipo “ quella è una persona lunatica”.

Un’immagine per capire il Disturbo Bipolare

Proviamo a immaginare l’umore come una montagna russa e il disturbo ciclotimico come il circuito del “bruco mela” ossia una di quei trenini o ottovolanti per bambini che da piccoli brividi dagli effetti brevi e trascurabili. Il Disturbo Bipolare è, invece una montagna russa che arriva ad altezze importanti e fa discese a pico. Grandi attese in salita che aumentano il panico, brividi in discesa e valli in cui la gravita arriva a essere tre volte superiore alla norma. Il disturbo bipolare di tipo II è un livello intermedio tra i due ottovolanti appena descritti.

Ora scordiamoci di trovare individui che vivono un’esistenza perennemente in pianura ossia una montagna russa che ha un percorso lineare come un treno in un deserto. Nessuno ha la possibilità di sperimentare questa staticità, tutti abbiamo momenti in cui ci sentiamo un “Re” e momenti in cui ci sentiamo miserabili. La vivibilità di queste alternanze è data da due fattori che caratterizzano il disturbo Bipolare:

La frequenza delle oscillazioni

Il passare da un umore euforico a un umore basso può avvenire o in tempi molto lunghi, provocando una difficoltà per la prolungata permanenza di uno stato umorale; oppure in tempi molto brevi ossia più volte nella stessa giornata. Una psicoterapia punta proprio a far individuare la giusta frequenza di queste oscillazioni.

La ampiezza delle oscillazioni

Più è alta la salita e la discesa delle montagne russe più le discese e le salite portano sofferenza. La psicoterapia punta a ridurre questa ampiezza, a eliminare i picchi e le valli, oppure agisce come prima cosa sulla frequenza. Per capirci se percorrendo 100 metri siamo saliti di altitudine di 50 metri, la pendenza sarà molto maggiore rispetto al caso in cui per salire di 50 metri percorriamo 1 km di strada.

Ma come si cura il Disturbo Bipolare?

Certamente ci sono casi in cui la sola Psicoterapia non può molto. Nei casi più acuti un buono Psichiatra e una terapia farmacologica equilibrata sembrano essere necessari almeno inizialmente. La psicoterapia può consentire di fare quel lavoro di addolcimento delle “montagne russe” che permetta di condurre una esistenza soddisfacente, fino al punto di poter non avere bisogno dei farmaci. A volte il supporto farmacologico risulta ineliminabile mentre altre volte non si riesce a eliminare perché diventa esso stesso di squilibrio e si confonde con la patologia stessa.

In cosa consiste una psicoterapia per il Disturbo Bipolare?

Mentre lo Psichiatra lavora contro il sintomo, ossia punta alla sua eliminazione accontentandosi di mitigarlo. La Psicoterapia si fa alleata del sintomo. Lo Psicoterapeuta si chiede, insieme al paziente, quale sia lo scopo di quel sintomo. La Psiche parla attraverso i sintomi indicandoci la direzione per raggiungere un miglior equilibrio psicofisico. Una psoriasi ci invita a “cambiar pelle” un attacco di panico a confrontarci con i nostri istinti. Il linguaggio della Psiche ha un suo alfabeto ossia, le immagini. La Psiche non ha codici binari o lettere ma parla per immagini. In tal senso il sintomo è un immagine il cui valore simbolico ci comunica una via. Ogni immagine psichica è una emozione, un bisogno o una condotta. L’insieme di tutte le immagini deve trovare una sua coerenza per donarci una vita psichica soddisfacente.

Un paziente Bipolare quindi deve prima di tutto accogliere la bipolarità e la ciclicità dell’umore. Spesso le persone che sviluppano questo tipo di oscillazione umorale, rifiutano categoricamente l’umore basso quando sono in fase maniacale, e non credono possa esistere un umore alto quando sono in fase depressiva. Si crea una sorta di interruzione di comunicazione tra la nostra euforia e la nostra depressione. L’una nega l’altra, in una illusione di stabilità definitiva. La psicoterapia punta a ripristinare la connessione tra “alti” e “bassi”. Da la psicoterapia ha come scopo ridurre la frequenza e la ampiezza delle oscillazioni e  mantenere la comunicazione tra la maniacalità e la depressione.

Il tutto nell’ottica di promuovere un accoglienza di questa ciclicità, promuovere una minore unilateralità di pensiero ed emotiva.

Clicca qui se vuoi leggere l’articolo su Cosa serve la Psicoterapia http://www.lucaurbanoblasetti.it/a-cosa-serve-uno-psicologo-o-uno-psicoterapeuta/

La famiglia

La psicoterapia è anche al servizio dei familiari che tendono a rifiutare il sintomo e, in tal senso ad allearsi con lo psichiatra e con i farmaci. Vi sono però delle componenti ambientali di cui i membri della famiglia fanno parte e che richiedono un loro monitoraggio. Una rete di relazioni inadeguata, un coniuge troppo assente, una professione troppo stressante inaspriscono le normali oscillazioni dell’umore.

Il sintomo invita, infatti, il paziente proprio ad una revisione degli stili di relazione si nella sfera privata che in quella pubblica e professionale. Stessi obiettivi ha la Psicoterapia.

Gli strumenti della psicoterapia

La psicoterapia è una terapia che si fonda sulle parole. Il racconto della storia di vita consente al paziente di rivedere le sue routine narrative, ossia la sua abitudine a raccontarsi sempre allo stesso modo. Questa tendenza è anche una richiesta familiare e ambientale quindi , attraverso le parole, si pianifica un nuovo rapporto tra se e il mondo. I sogni e le fantasie sono un ulteriore strumento di lavoro che consente di esplorare le reali emozioni e motivazioni dei pazienti. L’immaginazione attiva e l’ipnosi sono altri strumenti che insieme a quelli più tipicamente cognitivi che puntano a una riprogrammazione linguistica e di pensiero, consentono di ottenere ottimi risultati. La terapia farmacologica spesso non necessaria, comunque la psicoterapia ottimizza i risultati ottenuti dai farmaci equilibrando il rapporto con lo Psichiatra e l’aderenza al piano farmacologico.

Ci tengo a sottolineare che un dialogo efficace tra Psicoterapeuta e Psichiatra è importantissimo cosi come è importante rammentare che uno Psichiatra è anche uno psicoterapeuta perchè è un medico specializzato in psichiatria, ma non vuol dire che abbia una formazione in una scuola di Psicoterapia che è ben altra cosa. Nei casi più importanti, nelle montagne russe più alte per capirci, Le due professionalità risultano nella maggior parte dei casi entrambe necessarie.

Insomma come sempre una buona terapia inizia dalla scelta di chi cura.

Inoltre Clicca qui se vuoi leggere le qualità di uno psicoterapeuta

https://www.animafaarte.it/le-qualita-di-uno-psicoterapeuta/

Potrebbero interessarti anche...